COMBATTIMENTO AMORE

POSTFAZIONE AL LIBRO IN VERSI DI MILO DE ANGELISSHIAI E AI

“ Un libro unico in questi anni di poesia ” – Milo De Angelis

Ecco finalmente un libro guerriero! Qui eros e agonismo s’intrecciano avvinghiati in un solo respiro, conducono inesorabilmente alla necessità del duello. Lamberto Garzia scrive il libro della sua vita – un libro unico in questi anni di poesia – e scrive anche un ideale di uomo e di poeta: amore frontale in piena luce, impeto aristocratico che non perdona la viltà, rifiuto della donna domestica, visione eroica del legame tra le anime. E, sullo sfondo, la fine della giovinezza che inquieta e minaccia: “lottiamo, lottiamo la lotta estrema dell’estremo oriente/lottiamo, perché io possa rimanere giovane in te”. Come gli amanti di un poema cavalleresco, i protagonisti di questi versi si affrontano con piglio marziale, si scrutano, si attendono, si perdono e si ritrovano. La scena è sempre la stessa, un antico e immutabile rituale, un tatami. Il contatto tra i corpi è agonistico e potente. Nessuna dolcezza. Attacchi e contrattacchi, proiezioni, leve e strangolamenti ( sankaku ), tutto un mondo guerriero proteso alla vittoria. Nessun abbandono sentimentale. Piuttosto un’attenzione vigile e nitida: “la donna samurai d’oriente voleva fare a tradimento/della testa d’uomo d’occidente una testa mozzata”. E infatti le donne di questo libro sono eredi di Camilla o di Bradamante, cercano sempre la sfida e si concedono all’amore solo nel palpito vivo del combattimento. Sono valorose bushi (guerriere) che nascondono nel kimono impetuoso il tesoro del loro chibusa, del loro giovane seno. E gli uomini di questo libro, come creature di Mishima, avvicinano “la loro nudità alla carta di riso” e sulla stessa carta di riso vedono la caduta del fulmine e la precisione millimetrica dello squarcio. Avvertono un presagio, l’imminenza di una gara decisiva e suprema. Sentono sempre l’ombra dei grandi maestri, coloro che con un semplice kiai (grido) riuscivano “ancor prima del contatto delle spade/a rendere immobile come statua di volpe il nemico”. Uomini e donne dunque, in questi versi originali e senza precedenti, si trovano a celebrare un rito eterno di nobiltà e di valore, un’affinità elettiva che si può raggiungere solo con il dispendio generoso di tutte le forze: è un combattimento solitario e senza arbitri, un solenne randori , dove al vertice dello sforzo s’intuisce la quiete e dove al culmine della lotta s’intravede l’amore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...